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14 maggio 2019

La moda e la sua tutela legale: l'arbitrato come strumento di risoluzione delle controversie

Si è tenuta venerdì 3 maggio 2019, nell’ambito della manifestazione Napoli Moda Design, una Tavola Rotonda sul tema "La Moda e la sua Tutela Legale – tutela preventiva, valorizzazione e internazionalizzazione del brand".

La discussione è stata aperta  dalla testimonianza del dott. Domenico Airota, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord, sul tema della contraffazione dei beni di lusso. Il Magistrato inquirente ha sottolineato la necessità di superare la cultura di acquiescenza alla industria del falso, visto l’ingente danno che questa genera al tessuto delle piccole-medie imprese del settore. 

Sono poi intervenuti avvocati e consulenti di impresa operanti sul territorio campano, per affrontare e confrontarsi sui temi della tutela delle creazioni di moda, della protezione del brand e dei segni distintivi atipici nel web, ed altresì sul tema della internazionalizzazione del marchio, e della negoziazione  e degli accordi specifici di settore

Infine, con riferimento al tema della risoluzione delle liti nel settore moda e design, sono intervenuti l’avv. Elena Olivetti (Lawtelier Avvocati Associati - Milano) e l’avv. Renato D’Andrea  (Lexellent - Milano), soci di Arbitrando, associazione attiva nella diffusione della cultura arbitrale.  

In particolare, l’avv. Elena Olivetti ha illustrato come l’arbitrato costituisce uno strumento di eccellenza per la risoluzione di tutte le controversie di natura commerciale e comunque aventi ad oggetto diritti disponibili. Sono quindi state brevemente evidenziate le caratteristiche principali dello strumento, ovverosia la rapidità del procedimento, l’efficienza dello stesso, la competenza e specializzazione degli arbitri,  la confidenzialità e riservatezza, l’effetto utile del lodo rituale, la cui efficacia è pari a quella della sentenza e la cui circolazione a livello internazionale è garantita dalla Convenzione di New York del 1958. Si è accennato altresì alla possibilità di predeterminazione dei costi e anche alla eventualità di finanziamento della da parte di terzi (Third Party Funding).

L’intervento si è poi focalizzato sul vantaggio dell’utilizzo dello strumento arbitrale anche nell’abito dei rapporti contrattuali del settore moda e, quindi, della utilità dell’inserimento della clausola arbitrale nei contratti di licenza, merchandising distribuzione, franchising, co-branding, subfornitura, conto lavorazione, nobilitazione tessuti, ecc., sottolineando come vi sia già una prassi in tal senso rinvenibile nei modelli contrattuali proposti da associazioni del settore (ad esempio Federazione Moda Italia, Sistema Moda Italia). 

L’avv. Renato D’Andrea, con una relazione dal titolo “Unregistered fashion design e tutela in arbitrato", ha focalizzato il suo intervento sugli strumenti di tutela legale “non titolata” del fashion design, in particolare riferiti a quanto stabilito dal Regolamento comunitario n. 6/2002, tenuto conto che le creazioni del settore moda, spesso, hanno vita commerciale assai breve e tirature limitate e, pertanto, non sempre vengono assoggettate a tutela registrativa. Si è quindi sottolineato come ciò aumenti le possibili situazioni di lite tra le parti della stessa filiera produttiva e quanto sia pertanto opportuno demandare ad arbitrato la risoluzione delle controversie tra designer e maison della moda, prevendendo, a monte, l’inserimento della clausola arbitrale nei contratti di consulenza stilistica.
 


Associazione Arbitrando