• Brevetti per invenzione

16 maggio 2019

Diffidate gente, diffidate… ma con cautela

​di Gilberto Cavagna

La trasmissione di diffide a clienti di un concorrente, prive di validi fondamenti giuridici (come nel caso in cui si lamenti la violazione di una privativa di cui si conosca la intrinseca debolezza) costituisce un illecito concorrenziale sanzionato dall’art. 2598 c.c.

Lo ha sancito il Tribunale di Milano, in una recente decisione (sentenza n. 13025/2028 del 27 dicembre 2018) all’esito di una causa promossa da una società operante nel settore della protezione e anti-contraffazione, in vari settori merceologici, nei confronti di una società concorrente che aveva diffidato l’attrice lamentando la violazione di un proprio brevetto - arrivando a minacciare iniziative cautelari -  e che, nonostante nella risposta alla diffida si contestasse la presenza di anteriorità distruttive del titolo brevettuale, aveva contattato una cliente di quest’ultima informandola che avrebbe proceduto a richiedere nei confronti della stessa un provvedimento cautelare che la inibisse alla prosecuzione della utilizzazione del prodotto in asserita contraffazione del brevetto.

Il Tribunale ha infatti ravvisato che le “contestazioni svolte in maniera diretta e pressante nei confronti della cliente dell’attrice si sono mosse al di fuori di una presunta buona fede che la convenuta avrebbe potuto vantare quanto alla validità della sua privativa, posto che l’attrice aveva già risposto alla diffida ad essa rivolta contestando la presenza di anteriorità distruttive del titolo stesso” e che un tale comportamento concretizza senza dubbio quantomeno un atto colposo.

Nel condannare il comportamento della convenuta la corte ambrosiana ha riconosciuto anche un danno all’immagine dell’attrice, in ragione delle spiegazioni ad essa richieste dalla cliente a seguito delle contestazioni ricevute.

Si tenga presente che non sono ancora scaduti i termini per proporre appello avverso la sentenza e che la decisione di primo grado potrebbe essere modificata all’esito del giudizio di secondo grado.

 


Avv. Gilberto Cavagna di Gualdana
Studio Legale Negri-Clementi