2 luglio 2018

L’ultima favola delle scarpette rosse

C’era una volta un bravo artigiano, dal nome un pò buffo, Louboutin, che faceva delle belle scarpette per signore. Louboutin lavorava nella foresta, la foresta della Concorrenza, dove aveva molti amici, ma anche nemici che gli rendevano la vita difficile. Non era contento, ma una bella mattina si svegliò con una idea: perchè non colorare di un rosso brillante la suola delle sue scarpette?

Detto fatto, ma sul suo cammino si incontrò presto con un lupo cattivo, chiamiamolo Haren,

 

 

che così lo apostrofò:

Ma che razza di idea balorda!. Non mi pare proprio una gran pensata: la foresta è piena di rossi, guarda i pettirossi che cinguettano lassù e il colore delle foglie in autunno. Come puoi credere di appropriarti da solo del color rosso?

Lì per lì Loboutin ci rimase male, ma siccome era uno tosto, cercò di replicare:

Scusa sai, ma anche il tucano ha il becco rosso e tutti lo riconoscono e distinguono dagli altri

Macchè, niente da fare, lupo Haren voleva sbarrargli il passo e pretendeva di continuare a scopiazzare le sue scarpette.

Laboutin non si diede pervinto e insistette, così pensò di rivolgersi al re della foresta, il leone Denag.

Denag, prima di appisolarsi, lo guardò di sghimbescio, agitò un pò la coda con qualche altro argomento, e sentenziò:

Lupo Haren potrebbe anche aver ragione, ma qui bisogna capire se Louboutin fa solo una questione di colore, o anche di forma delle sue scarpette rosse; siccome non ci capisco granché, é meglio sentire il Gran Tribunale della foresta

Louboutin aveva sentito che fuori della foresta c’era una Terra di mezzo, chiamata Utòpia, dove tutti creavano di continuo idee nuove e divertenti e se le scambiavano tra di loro, felici e contenti, senza rotture di scatole. Volle così fare un ultimo tentativo per tentare di raggiungere quella terra e portò quindi la cosa, come suggerito dal leone Denag, a questo famoso Gran Tribunale della foresta, che sedeva in seduta permanente in una rocca, chiamata Luxemburg.

C’erano tutti i frequentori abituali della foresta, compresi il pettirosso, il tucano e ogni sorta di animale che pretendeva di non essere confuso con gli altri, nonchè i più autorevoli capi branco.

Ne nacque, come si capisce, una gran discussione, ma, alla fine il nostro amico riuscì a convincere il Tribunale che lui non intendeva avere l’esclusiva sulla forma delle scarpette, di cui le suole color rosso facevano parte, ma semplicemente proprio sul color rosso, messo lì, sulle suole, visto che nessuno ci aveva ancora pensato e che quel colore piaceva molto alle signore. E questa volta, gli diedero finalmente ragione. Dopo 9 anni.

Si tramanda che Lamboutin sia vissuto felice e contento fino alla fine dei suoi giorni, vendendo le sue scapette rosse alle donne di mezzo mondo.

 

PS. La favola si può leggere in C-163/16, 12/06/2018.

 

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