• Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

Il Tribunale di Napoli esclude la sopravvivenza dell’inibitoria anticipatoria non seguita dal giudizio di merito

20 ottobre 2026

L’inibitoria cautelare che vieta l’utilizzo di un marchio in associazione con altri segni distintivi, nonché la fabbricazione, la commercializzazione e la promozione dei prodotti recanti tale associazione, costituisce una misura di tutela della proprietà industriale riconducibile all’art. 131 c.p.i., anche quando la condotta contestata sia prospettata come forma di concorrenza sleale parassitaria. Ai sensi dell’art. 9, paragrafo 5, della direttiva 2004/48/CE, come interpretato dalla Corte di Giustizia nella causa C-132/25, la misura cautelare idonea ad anticipare gli effetti della decisione di merito non può conservare indefinitamente la propria efficacia quando il giudizio di merito non sia stato tempestivamente instaurato ed il destinatario ne chieda la revoca o la cessazione degli effetti. 
  • Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

Proprietà intellettuale e accesso al credito: l’EUIPO promuove la finanza garantita dagli asset immateriali

20 ottobre 2026

La proprietà intellettuale si afferma sempre più come una risorsa strategica non soltanto per la competitività delle imprese, ma anche per il loro accesso ai finanziamenti. È questa la prospettiva al centro dell’iniziativa promossa dall’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), che il 13 ottobre 2026 ha organizzato a Bangkok, in Thailandia, una tavola rotonda di alto livello dedicata al tema “Financing Innovation via Intangible Assets: Unlocking Growth through IP-Backed Finance”.
  • Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

Giurisprudenza - Sentenze e ordinanze (20 ottobre 2026)

20 ottobre 2026

Una selezione delle più recenti e rilevanti sentenze e ordinanze in materia di proprietà intellettuale, con particolare attenzione agli orientamenti più significativi della giurisprudenza nazionale ed europea:
  • Varietà vegetali

Varietà vegetali: i limiti dell’esame d’ufficio del CPVO e l’onere probatorio per dimostrare una nuova caratteristica distintiva

19 ottobre 2026

In materia di concessione di un diritto comunitario sulle varietà vegetali, l’indicazione, nella domanda, di una caratteristica supplementare che il richiedente ritenga idonea a distinguere la varietà candidata non vincola il CPVO a includerla autonomamente nell’esame tecnico, né impone all’Ufficio di acquisire d’ufficio ulteriori elementi tecnici in assenza di dati attendibili che ne dimostrino la diversità rispetto alle caratteristiche già contemplate dal protocollo applicabile. L’obbligo di indagine d’ufficio previsto dall’art. 76 del regolamento (CE) n. 2100/94, è circoscritto ai fatti rientranti nell’ambito dell’esame tecnico disciplinato dagli artt. 55 e 56 del medesimo regolamento e deve essere esercitato nel rispetto delle linee guida pertinenti. Spetta pertanto al richiedente che invochi una nuova caratteristica fornire elementi tecnici sufficienti a dimostrarne l’autonomia e la rilevanza ai fini della distinzione varietale, nonché sollevare seri dubbi sulla legittimità delle conclusioni dell’esame.