26 gennaio 2015

Dei poteri della Commissione dei ricorsi

È pubblicata in questi giorni la sentenza della Commissione dei ricorsi 41/14 dalla cui motivazione, dovuta all’estensore Consigliere Massimo Scuffi (ben noto per i suoi approfondimenti e contributi sugli aspetti processualistici del marchio), viene data una prima indicazione, dei poteri della Commissione quando chiamata a decidere su un ricorso avverso la decisione dell’UIBM in un procedimento di opposizione.

Si legge al punto 2: “In via preliminare va ancora segnalato come l’istanza della ricorrente avanzata per la prima volta in questa sede per ottenere la prova d’uso effettiva dell’altrui marchio sia palesemente inammissibile in quanto tardivamente proposta. Invero ai sensi dell’art.178, 5 CPI, tale richiesta può essere presentata non oltre la data di formulazione delle prime deduzioni, cioè nello stato procedimentale che precede quello giurisdizionale destinato solo a trattare motivi di censura dell’operatore dell’Ufficio (esaminatore), non istanze nuove che potevano e dovevano essere preventivamente coltivate nella fase amministrativa”.

Il caso è molto semplice. Il richiedente non presenta in termini avanti l’UIBM la domanda per la prova d’uso da parte dell’opponente, e quindi ne decade. Ci riprova, cercando di metterci una pezza, nel procedimento avanti alla CR.

Se fossimo ad Alicante, il problema neanche si porrebbe. Sono almeno dieci anni che Il Tribunale Generale (che come la CR, deve decidere sui ricorsi delle decisioni dell’Ufficio di Alicante) sistematicamente rigetta come inammissibile la domanda.

Lo stesso è a dirsi per nuovi documenti o prove che, anche al di fuori della prova d’uso, vengono presentati per la prima volta (sempre che non siano complementari o accessori di quanto originariamente dedotto nel procedimento amministrativo).

Da noi, invece, ogni volta che l’eccezione è stata sollevata nella discussione orale da parte dell’Ufficio (in particolare dal sottoscritto), la CR ha trovato modo di svicolare, non prendendo posizione, o addirittura valutando le nuove produzioni nel merito. Arriva ora, finalmente, il chiarimento riportato, da cui emerge che:

a) si distingue la fase amministrativa (UIBM) da quella giurisdizionale (CR).
b) si precisa che la fase giurisdizionale è destinata a trattare solo i motivi di censura avverso la decisione dell’esaminatore dell’Ufficio;
c) non possono essere presentate davanti alle CR istanze nuove, il che vale anche a mio avviso, per quanto riguarda prove e documenti, nei limiti indicati.
 
MESSAGGIO AI NAVIGANTI: se sbagliate prima, la CR difficilmente Vi consente di rimediare dopo.

 

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