24 febbraio 2015

Se posso mettere i baffi alla Gioconda

Marcel Duchamp, ma anche Salvador Dalì, ed altri ancora, l’hanno fatto. Ma Leonardo era morto da un po’. Ora qualcuno ha pensato a Roma di vendere il Museo Pigorini. Franceschini, il nostro solerte Ministro della cultura, sufficientemente scandalizzato, ha posto subito il suo veto.

E se il proprietario volesse adibire l’edificio a sala  Bingo? (pare sia sta l’obiezione). Per la verità non si è capito bene se la proposta vendita avesse per oggetto le sole mura, con obbligo di conservazione della destinazione o meno, ma sta di fatto che la faccenda sommerge una questione molto intrigante, niente meno che di copyright.

Riprendo dal forum ArtAndArtifice, che cita il NL Times, che tale Arch. Fons Verheilen se la sarebbe presa con il Museo di storia naturale di Leiden, che avrebbe trasformato lo spazio espositivo “into a storage facility and office space”, in tal modo violando la legge sul Diritto d’Autore olandese.

In sostanza, sostiene l’architetto, il suo progetto è di alta qualità artistica e non può essere mutilato in tal modo. Gli è stato replicato che se uno si è comprato l’edificio, ci può fare quello che vuole.

Se andiamo a vedere la nostra LDA n.633/41, "i disegni e le opere dell’architettura" risultano protette ai sensi dell’art. 2, 5. Anche quando l’opera è ceduta, “l'autore conserva il diritto … di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.

Il radicale cambio di destinazione prevista nel progetto può costituire "deformazione, mutilazione od altra modificazione” lesiva del diritto morale dell’Autore?

A me pare di sì, perché implica una lesione sostanziale dell’integrità del progetto originale.

Ma c’è un altro aspetto che non mi sembra sia mai stato approfondito: quello relativo all’invasiva  sovrapposizione di strutture ed occultamento di buona parte del frontale dell’edificio, anche quando la sua destinazione viene salvaguardata.

E’ invalsa ormai l’abitudine, ad esempio, di annunciare o pubblicizzare un evento artistico, con appararti talmente estesi da impedire la visione della sede museale. Avrebbe senso impacchettare la galleria Borghese, come fosse una scultura di Christo, e, sopra tutto, quale sarebbe la base giuridica per impedirlo, se non fosse più o comunque applicabile il diritto d’autore?

Intanto guardate cosa hanno fatto all’opera del povero Fons.

 

 

 

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