23 giugno 2015

La Corte Europea di Strasburgo mette uno stop alle aggressioni verbali dei naviganti

E’ la prima volta che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo si pronuncia sulla responsabilità di un portale d’attualità, Delfi S.A., nella fattispecie, in relazione a dei commenti rilasciati dagli internauti sul portale.

La questione riguarda dunque dei portali che forniscono a fini commerciale una piattaforma destinata ai commenti dei naviganti sulle informazioni pubblicate.

La Corte, con sentenza del 16 giugno 2015, n. 64569/09, ha distinto tra la responsabilità dell’editore nella carta stampata e la gestione del portale, impossibilitato praticamente ad esercitare un controllo preventivo sui contributi, ma in ragione dell’interesse economico del portale a quei contributi ha ritenuto di configurare una responsabilità del medesimo per non essere intervenuto successivamente a rimuovere dei commenti chiaramente lesivi della dignità umana e dell’immagine dei terzi interessati.

Né è stata riscontrata una violazione significativa e sproporzionata della libertà d’espressione.
D’altro canto la Corte  - che ha deciso a maggioranza (5 contro 2) - è stata molto cauta nell’evitare di interferire con il diritto dei singoli Stati a sanzionare gli illeciti di quel tipo e ha chiaramente voluto limitare la portata della propria decisione unicamente ai fatti rappresentati nel caso di specie (ampio resoconto nel comunicato stampa della Corte).

Una riflessione: mentre il progetto europeo sembra andare a carte e quarantotto, a livello internazionale c’è ancora qualcuno che crede nell’universalità condivisibile di valori superiori.

 

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