25 giugno 2015

Motivazione delle sentenze pignola o completa?

Viene chiesta la registrazione del marchio comunitario di questo segno per tutta una serie di prodotti e servizi. L’Ufficio di Alicante, esaminatore, prima, e Commissione di ricorsi, poi, dicono no: è generico e descrittivo. Sembra tutto semplice e chiaro, no? Macchè: il Tribunale comunitario (T-222/14, 04 giugno 2014, Deluxe Laboratories, Inc.) boccia la decisione: c’è un difetto di motivazione, vediamo perché.

Il marchio copriva più di novanta prodotti e servizi, inclusi in otto classi differenti che si riferivano a cose molto diverse, come il cine, la sicurezza, il tempo libero etc.

Il Tribunale, riprendendo la tendenza – anticipata da altri precedenti – sempre più spinta alla specifica individuazione dell’ambito di protezione del marchio comunitario (vedi per tutte la ormai famosa sentenza Translator), esige che la motivazione della distintività del segno, come quello in esame, deve essere condotta con riferimento a tutti i prodotti/servizi rivendicati, specie se sono diversi tra loro (Penso con preoccupata partecipazione al compito che finirebbe per gravare sui miei poveri ex-colleghi di Alicante).

Per fortuna la sentenza introduce il correttivo, per cui non sarebbe necessario l’esame per ogni specifico prodotto/servizio: basterebbe che rientri in una categoria omogenea (punto 22-23) e che ad essa la motivazione si riferisca globalmente.

In effetti, la decisione della Commissione di ricorsi impugnata è stata piuttosto vaga e generica nel negare la distintività al marchio, non avendo individuato tra i diversi prodotti/servizi “un vincolo sufficientemente diretto e concreto, fino al punto di formare una categoria omogenea” (punto 22).

Il fatto è che nel definire la globalità, la sentenza del Tribunale parla di “natura, destinatari, caratteristiche e modo di commercializzazione”, criteri che se non sono quelli dell’affinità, poco ci manca.

Si tratte dunque di trovare il giusto equilibrio tra una corretta e completa motivazione, che comprende anche quella implicita, e l’esigenza di ben definire la materia del contendere, senza pretendere una analiticità che rischia di diventare inutile pignoleria.

 

_______________________________________________________________
Commenta e segui la discussione su