21 settembre 2015

Inside Out: la memoria, dal diritto all’animazione

Inside Out visualizza ed elegge a protagonisti della vicenda la Gioia, la Tristezza, la Rabbia, la Paura e il Disgusto, emozioni che guidano le decisioni e la crescita di Riley, dalla nascita alla pubertà. Dietro questa animazione, c’è però un solido studio che parte dalla struttura della memoria, analizza il meccanismo della formazione e rimozione dei ricordi, fino al profondo dell’inconscio, propone la loro rievocazione negli stati latenti della coscienza, come nei momenti di veglia.

Di tutto questo parlo nel mio ultimo libro, L’affinità tra i prodotti, che si pubblica in questi giorni, nel contesto dei processi cognitivi del consumatore e del giudizio di confondibilità tra i marchi.

Stupisce e affascina come queste complesse tematiche vengono convertite, ripresentate e narrate nel linguaggio visivo del cartoon, con una straordinaria chiarezza ed efficacia, a conferma della validità dell’approccio interdisciplinare della mia ultima ricerca.

Un esempio per tutte. “Nel processo di selezione e sedimentazione delle informazioni della memoria, gli elementi marginali e aggiuntivi (come le stilizzazioni grafiche) tenderanno a perdere di consistenza e verranno inconsciamente rimossi”: è una statuizione ricorrente nelle decisioni nei procedimenti di opposizione marchi, che traduce in termini prettamente giuridici le evidenze scientifiche della psicologia cognitiva e delle neuroscienze che da tempo studio.

Quel processo è strettamente inerente e conseguente ad ogni astrazione logica - senza della quale non potremmo risolvere in termini di certezza giuridica i problemi di confondibilità posti dalle singole fattispecie - che in Inside Out viene rappresentata nel’treno del pensiero astrattò che Gioia (una delle protagoniste della storia) tenterà di prendere per recuperare la memoria dei ricordi felici di Riley.

L’astrazione viene concepita, appunto, come il risultato di un processo di semplificazione, che tutti gli artisti conoscono molto bene. Figurativamente viene espressa in una sequenza di passaggi che partono dall’immagine tridimensionale dei protagonisti (qui Goia e Tristezza) per giungere, attraverso la sua scomposizione, destrutturazione, riduzione ed essenzializzazione, alla pura rappresentazione bidimensionale di una linea (guardando il film, si capisce meglio quello che dico).

A questo punto, se mi consentite la digressione, non è difficile riconoscere nei vari step, la sequenza (pur nella sua rapidità) delle correnti artistiche cha hanno caratterizzato il nostro tempo, e le citazioni dei suoi interpreti (evidente quella di Picasso, ad esempio), in progressione: il cubismo, il divisionismo, l’espressionismo, il destrutturalismo, l’astrattismo, giù fino alla linea e il punto di Paul Klee. Una sequenza che merita di entrare nella storia dell’arte contemporanea e della sua didattica.

Pensiero, ragione, emozione, scienza, intuizione, filosofia e diritto vengono così miscelati mirabilmente in un racconto della vita, della nostra vita, che Vi raccomando di non perdere.

 

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