• Disegni e modelli

24 giugno 2019

Il Tribunale UE dichiara nullo il design dell’iconica Porsche 911

di Francesca Gioia

Con decisione del 6 giugno 2019 (T-209/18), il Tribunale dell’Unione Europea, confermando la decisione della Commissione di Ricorso dell’EUIPO, ha dichiarato la nullità del design europeo della “Porsche 911”, depositato presso l’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale nell’agosto 2010 a nome di F. Posche AG. nella classe dei veicoli a motore della classificazione di Locarno, poiché carente dei requisiti della novità e del carattere individuale.

Secondo la tesi inizialmente promossa dalla Autec AG, azienda tedesca attiva nel settore dei giocattoli che nel 2014 promosse l’azione di nullità contro il design in questione, il nuovo modello Porsche non sarebbe significativamente diverso dai precedenti design delle vetture “Porsche 911” commercializzate dalla casa automobilistica di Stoccarda dal 1963 ad oggi.

Ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, del Regolamento n. 6/2002, infatti, la tutela di un disegno o modello comunitario è garantita solo nella misura in cui esso sia nuovo e presenti carattere individuale, inteso come impressione generale diversa nell’utilizzatore informato rispetto a qualsiasi disegno divulgato al pubblico nei dodici mesi precedenti al deposito del design, tenendo altresì in considerazione i margini di libertà concessi all’autore nel caso in cui la forma sia vincolata da esigenze tecniche. 

Con ricorso al Tribunale dell’Unione Europea, la Ricorrente Porsche contestava le conclusioni a cui era giunto l’EUIPO nei precedenti gradi del giudizio di nullità in merito ad assenza di novità e carattere individuale del suo design, ritenendo del tutto erronee le definizioni di “utente informato” e di “grado di libertà concesso all’autore” adottate dall’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale.

Secondo la Ricorrente, infatti, l’utente informato avrebbe dovuto essere individuato con specifico riferimento alla “Porsche 911” (o alle auto sportive) e non alle automobili in generale: si tratterebbe di auto del tutto diverse per natura, scopo e funzione e l’utente di riferimento mostrerebbe un grado di attenzione tale da percepire ogni elemento di differenziazione del nuovo modello di 911.

Il Tribunale dell’Unione Europea ha confermato l’interpretazione della Commissione di Ricorso EUIPO ritendo che, nell’individuazione dell’utente informato non si possa prescindere dalla classe di prodotti rivendicata dal design: nel caso di specie il design “Porsche 911” era stato registrato per i veicoli a motore in generale e non per una così specifica classe di automobili sportive, inesistente all’interno dell’attuale classificazione internazionale.

Porsche chiedeva poi di applicare la teoria della “crowded art” in virtù del limitato grado di libertà concesso ai designer della 911, in questo caso non tanto per esigenze di tipo tecnico quanto per le aspettative di mercato: i consumatori di riferimento non vorrebbero che le nuove 911 si discostassero oltre certi limiti dalle forme che hanno reso tale modello un’icona in tutto il mondo! 

Il Tribunale, aderendo ancora una volta alle conclusioni della Commissione di Ricorso EUIPO, ha ritenuto che le aspettative di mercato non fossero di per sé elemento idoneo ad incidere sul grado di libertà dell’autore, concludendo per l’assenza di carattere individuale e novità del design della “Porsche 911” di cui confermava la nullità. 

Negata la tutela come design registrato e visti i noti precedenti nella giurisprudenza nazionale (cfr. caso Vespa) ci si domanda se la nota Porsche 911 risulti meritevole di tutela autoriale ai sensi dell’art. 2, comma primo n. 10, della Legge sul diritto d’autore, vista la probabile sussistenza dei requisiti del carattere creativo e del valore artistico del design in questione, icona nel campo di riferimento anche grazie ad innumerevoli presenze in film, pubblicità, fotografie, esposizioni e pubblicazioni. 

Dall’altro, la forma della Porsche 911 potrebbe aspirare alla tutela come marchio di forma di fatto ove venisse provata la capacità distintiva acquisita dal marchio mediante l’uso dello stesso e l’insussistenza degli impedimenti di cui all’articolo 7, paragrafo 1, lettera e) del Regolamento sul Marchio dell’Unione Europea (art. 9 c.p.i.), anche sulla scorta delle motivazioni addotte dal Tribunale e dalla Corte d’Appello di Torino nell’ormai celebre caso Vespa. In questo caso, infatti, è stato ritenuto che la forma della Vespa non fosse imposta dalla natura stessa del prodotto, non essendo la forma tipica dello scooter classico, né che fosse la forma necessaria per ottenere un risultato tecnico, né che tale forma conferisse valore sostanziale al prodotto “essendo evidente che la motivazione dell’acquisto dello scooter avente ad oggetto la forma del marchio Piaggio registrato non dipende esclusivamente dalle specifiche caratteristiche estetiche del modello ma in misura di gran lunga maggiore da condizioni tecniche ed economiche più rilevanti per il consumatore che si accinge ad acquistare un prodotto costoso di lunga durata”. 

Staremo a vedere se la forma dell’iconica Porsche 911 sfreccerà sino alla Corte di Giustizia! 

 


Dott.ssa Francesca Gioia
Mina Lanfranconi & Associati