• Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

2 novembre 2026

La difesa del patrimonio immateriale nell’era dell’IA: come cambia la tutela della proprietà intellettuale

Nell’economia contemporanea il valore delle imprese si è spostato dagli asset fisici a quelli immateriali. Brand, brevetti, software, banche dati, design e reputazione online sono il cuore della competitività. Questo patrimonio è però esposto a minacce senza precedenti, alimentate da una trasformazione digitale rapida e pervasiva.


Una minaccia in crescita

I dati del Rapporto Clusit 2026 mostrano che il fenomeno riguarda da vicino il sistema produttivo italiano. Tra i fenomeni più diffusi ci sono le truffe online e, in particolare, le frodi economico-finanziarie. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale le rende più credibili, insieme a strumenti come phishing e deepfake.

Il problema non riguarda più soltanto la sicurezza dei sistemi. Un sito che ricalca quello ufficiale di un’azienda, un prodotto contraffatto venduto online o una voce clonata per rendere credibile una richiesta di denaro possono danneggiare la reputazione di un’impresa, confondere i consumatori e sottrarre valore a marchi, prodotti e contenuti originali. E non colpiscono solo i grandi marchi, ma anche le piccole e medie imprese.

L’intelligenza artificiale generativa offre grandi opportunità di innovazione. Allo stesso tempo mette a disposizione dei contraffattori strumenti sofisticati per creare repliche, contenuti ingannevoli e violazioni sistematiche, difficili da individuare con i controlli tradizionali.

I casi di cronaca lo confermano. Tra i più recenti c’è la frode da 36 milioni di euro ai danni di Paolo Molesini, ex presidente di Fideuram. Nel 2025 una truffa basata sulla clonazione della voce ha invece usato il nome del ministro della Difesa Guido Crosetto e quello del governatore di Bankitalia Fabio Panetta.

Il fenomeno non coinvolge soltanto personalità note. Lo “State of AI Security Report 2025” di Proofpoint evidenzia che l'85% delle organizzazioni ha subito un incidente di perdita di dati nell'ultimo anno, mentre il 23% ammette di non essere adeguatamente preparato ad affrontare le minacce informatiche.

La tecnologia ha amplificato anche fenomeni da tempo noti, come la contraffazione e la pirateria audiovisiva, aumentandone portata e velocità di diffusione. Nel maggio 2026 l’operazione “Tutto chiaro” della Guardia di Finanza di Ravenna ha portato ad oltre 100 perquisizioni e sequestri in tutta Italia. È emerso un sistema di distribuzione illegale di abbonamenti a piattaforme come Sky, DAZN e Netflix. L’indagine è partita dal monitoraggio dei social media, a conferma che la tutela dei contenuti digitali richiede strumenti tecnologici sempre più avanzati.


Dall’azione ex post alla difesa continuativa

Di fronte a queste dinamiche, gli strumenti giuridici classici restano fondamentali ma, da soli, rischiano di non bastare. La tempestività è diventata decisiva: individuare e cristallizzare una violazione in rete nel minor tempo possibile è spesso l’unico modo per limitare danni economici e reputazionali irreversibili.

Agire solo ex post sul piano legale non è più sufficiente. Serve un modello di difesa attivo e continuativo, che preveda:

  • tecnologie avanzate capaci di monitorare la rete, individuare gli utilizzi illeciti di marchi, design e contenuti protetti ed estrarre prove digitali con valore legale;
  • l’identificazione dei responsabili e l’inquadramento corretto del fenomeno lesivo nel contesto normativo di riferimento;
  • una risposta coordinata, dalla richiesta di rimozione o deindicizzazione dei contenuti fino all’assistenza stragiudiziale o giudiziale.

Il mercato si muove verso una convergenza strutturale tra tecnologia e consulenza legale, come mostra la partnership tra Kopjra, società specializzata in online brand protection e network forensics, e Bugnion, tra le principali realtà europee nella consulenza in proprietà intellettuale.

L'operazione, che vede Bugnion acquisire una quota rilevante di Kopjra, nasce proprio dall'esigenza di offrire alle imprese un presidio unico e continuativo sui propri asset intangibili. Unendo le competenze tecnologiche ed investigative di Kopjra - accreditata anche come DSA Trusted Flagger europeo - all'esperienza di Bugnion nel diritto industriale, attiva dal 1968, conta oltre 250 tra dipendenti e collaboratori e 16 uffici in Europa e negli Stati Uniti, l'iniziativa rappresenta un modello concreto di come la protezione IP stia evolvendo per rispondere con la stessa velocità e complessità alle sfide del mondo digitale (v. comunicato del 20 ottobre 2026).