Startup e Tech Transfer

La valorizzazione dei risultati della ricerca attraverso il processo di trasferimento tecnologico è uno dei temi più dibattuti in questi ultimi anni.

Tale processo consiste in una serie di passaggi, quali l’identificazione delle potenziali applicazioni industriali di una tecnologia, la tutela attraverso titoli di proprietà industriale (brevetti, modelli d’utilità, disegni e modelli industriali), l’elaborazione di una strategia di marketing e il trasferimento della tecnologia mediante la concessione di licenze d’uso (esclusive o non-esclusive) dei summenzionati titoli oppure mediante la creazione di nuova impresa (spin-off academici e start-up innovative).

Il tema della proprietà industriale è altresì importante per gli imprenditori che si propongono come innovatori nel loro settore: certamente i brevetti non sono un mezzo per garantire il successo commerciale di un prodotto e/o di un servizio ma possono aiutare a mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti purché si sia in grado di tutelare quelle specifiche caratteristiche tecniche che il mercato richiede. Solo così un’azienda potrà conseguire un elevato ritorno economico.

L’obiettivo del blog è quello di aggiornare gli utenti sugli ultimi sviluppi nei campi del trasferimento tecnologico, non solo accademico, e della gestione della proprietà industriale di start-up innovative e PMI.

Gli argomenti sono tratti dalle principali riviste scientifiche internazionali di settore, quali  The Journal of Technology Transfer, Research Policy, Technovation, World Patent Information e altri.

L’autore del blog

Massimo Barbieri è chimico e QPIP (Qualified Patent Information Professional) con una specializzazione in “Industrial Property Management”. Socio AIDB (Associazione Italiana Documentalisti Brevettuali) dal 2007, lavora al Technology Transfer Office del Politecnico di Milano dal 2003 come tecnico (Senior Specialist) nell’ambito della valutazione delle invenzioni (principalmente nei settori della chimica e della meccanica) e del trasferimento tecnologico (altre informazioni su articoli e presentazioni sono reperibili su SSRN e ResearchGate).

 

L’ecosistema del trasferimento tecnologico

30 marzo 2020

Il trasferimento tecnologico è un processo complesso, che richiede ingenti risorse (dal punto di vista economico, gestionale e di personale qualificato) ed è caratterizzato da elevati livelli di incertezza e di rischio.

Il periodo di grazia

23 marzo 2020

Uno dei requisiti fondamentali per la brevettabilità di un’invenzione è la novità, che è valutata in senso assoluto. Un’invenzione è considerata nuova se non fa parte dello stato della tecnica, che comprende tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico prima del deposito della domanda di brevetto in esame, mediante una comunicazione scritta, orale, l’uso o la vendita, con qualsiasi mezzo d’informazione.

Il ruolo del mandatario nella procedura brevettuale

2 marzo 2020

Il fattore umano riveste un ruolo fondamentale nel processo di brevettazione, che è essenzialmente una negoziazione tra il mandatario e l’esaminatore, i quali sono in contatto diretto nelle differenti fasi, dal deposito alla concessione del titolo brevettuale.

La gestione dell’IP nei progetti di open innovation

24 febbraio 2020

Cosa accade quando si conclude un progetto di open innovation tra due o più aziende? Quali problemi possono scaturire? Ove Granstrand & Marcus Holgersson cercano di rispondere a questi interrogativi nell’articolo intitolato “The Challenge of Closing Open Innovation: The Intellectual Property Disassembly Problem”, pubblicato sulla rivista “Research-Tecnology Management” e reperibile anche su SSRN. Prima di iniziare un progetto di open innovation, le parti dovrebbero stipulare accordi che prevedano la gestione futura non solo dei risultati finali della ricerca collaborativa, ma anche di quelli sviluppati al di fuori dello specifico progetto (conoscenze foreground) oppure di quelli ottenuti dopo il termine della collaborazione (postground). Uno dei partner potrebbe essere incentivato a sviluppare tecnologie complementari o sostitutive e ad utilizzare questi risultati per aumentare il proprio potere negoziale o comunque per diminuire il valore commerciale della tecnologia foreground. Alcune clausole utilizzate negli accordi di open innovation per consentire la libertà di attuazione e  prevenire futuri problemi tra le parti, sono le seguenti (definite clausole “change-of-technology”): “Assign-back”: il licenziatario deve trasferire al licenziante la titolarità di qualsiasi miglioramento che apporta alla tecnologia in licenza; “Grant-back”: il licenziatario deve concedere in licenza al licenziante qualsiasi miglioramento apportato alla tecnologia in licenza; “Grant-forward”: il licenziante deve concedere in licenza al licenziatario qualsiasi miglioramento inerente alla tecnologia. Nel caso in cui si verifichino variazioni nella proprietà, possono essere utili le clausole “change-of-control”: “Change-of-control”: il licenziante ha il diritto di risolvere il contratto nel caso in cui il licenziatario sia acquisito da un’altra azienda; “No-challenge”: al licenziatario non è consentito mettere in dubbio la validità del brevetto in licenza (presentando un’opposizione se si tratta di una domanda di brevetto ancora in fase d’esame oppure instaurando una causa di nullità nel caso di brevetto già concesso). Un’ulteriore questione riguarda il fatto che chi detiene una tecnologia sideground o postground potrebbe richiedere delle royalty al partner che decidesse di utilizzarla in ambito commerciale. In questo caso la determinazione della royalty potrebbe essere complicata e anticipare la questione in fase di negoziazione di un accordo di open innovation potrebbe essere la soluzione. Anche le relazioni sociali sono importanti elementi complementari alle relazioni contrattuali. Così concludono gli autori: “It is difficult to contract away such failure factors in a collaboration as arrogance (“Steal with pride”), NIH (“not-invented-here”) syndrome, and hubris (“We don’t need them anymore; we can do it ourselves now”). Good contractual relations are valuable. Good social relations may be invaluable.”   Massimo Barbieri Technology Transfer Office (Politecnico di Milano)
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Il portale IP della Moldavia

4 ottobre 2016

L’agenzia nazionale per la proprietà intellettuale della Repubblica di Moldavia (AGEPI) ha realizzato un ottimo portale per la ricerca delle informazioni, disponibile anche in lingua inglese.
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Espacenet mobile

12 settembre 2016

È disponibile sul sito dell’EPO una versione di Espacenet e del Registro Europeo dei Brevetti, appositamente sviluppata per telefoni cellulari.
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Banche dati storiche

30 agosto 2016

La prima banca dati che presento è quella spagnola e contiene oltre a brevetti (dal 1878 al 1966) e marchi (dal 1865 al 1913) anche i cosiddetti “privilegi” dal 1826 al 1878 ed è consultabile a questo indirizzo.
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Ricerca di strutture chimiche

6 maggio 2016

La banca dati SureCHEMBL è gratuita e consente di ricercare formule chimiche di struttura (esatte, parziali o similari) mediante un’apposita applicazione utilizzabile direttamente dal browser.
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Guida all’uso delle classificazioni FI e F-terms

16 marzo 2016

Il File Index (FI) è un sistema di classificazione interno del JPO, applicato ai brevetti per invenzione e ai modelli d’utilità depistati in Giappone in parallelo alla classificazione internazionale (IPC). Si tratta di un’estensione dell’IPC e consiste di ulteriori sottodivisioni (190.000 vs. 70.000 dell’IPC).
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Il “Global Dossier” dell’USPTO

7 marzo 2016

Il sito consente di reperire informazioni sulla prosecuzione di una famiglia brevettuale depositata presso uno dei seguenti uffici brevetti nazionali e/o sovranazionali: Stati Uniti, Cina, Corea del Sud, Ufficio Europeo Brevetti e Giappone.
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La classificazione CPC

25 febbraio 2016

Il sistema di classificazione dei brevetti CPC (Cooperative Patent Classification), entrato in vigore il primo gennaio 2013, è applicato dall’Ufficio Europeo Brevetti (EPO) e dall’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti (USPTO) a partire dal 2015.
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Le banche dati dell'UIBM

23 febbraio 2016

La banca dati dell’Ufficio Italiano Brevetti e marchi (UIBM), reperibile sul sito web, consente di effettuare ricerche sui principali titoli di proprietà industriali depositati in Italia, ovvero brevetti, modelli d’utilità, marchi e disegni/modelli.