18 aprile 2019

I pittogrammi e l’EUIPO

Il pittogramma è una figura, segno, simbolo con funzione segnaletica. Segno che rappresenta un oggetto o una persona in forme semplificate e che per convenzione viene usato come segnale, per richiamare l’attenzione e comunicare una informazione. Ne do qui alcuni esempli:

    

Si tratta di immagini, a prescindere dalla finalità che assolvono, caratterizzate dal dato comune di esprimersi in una raffigurazione essenziale, che in ogni caso si traduce in un messaggio estremamente sintetico, ma chiaramente ed immediatamente leggibile. Gravitando nel mondo delle immagini e della comunicazione si comprende come i pttogrammi abbiano suscitato l’interrogativo se possano costituire o meno oggetto di registrazione di marchio.

Non vi sono, per la verità, molti precedenti, per cui viene di attualità una delle poche decisioni dell’EUIPO in tema (EUIPO 15/02/2019, R 1417/2018-4 (RICOH CO.LTD.). La richiedente ha domandato la registrazione di questo segno

per beni e sevizi costituiti da programmi informatici, file di immagini e applicazioni mobili per la progettazione e la stampa di vestiti e sacchetti e la fornitura di tali software applicazioni. “Si rivolgono al consumatore finale che desidera stampare sacchetti e indumenti con immagini individuali e professionisti che offrono servizi di stampa” (§ 9).

L’esaminatore ha rigettata la domanda, assumendo che il segno era costituito da un pittogramma indicante una maglietta a T e un sacchetto, ciascuno con una etichetta rettangolare tratteggiata, sulla quale era normale venisse stampigliata una immagine. Di conseguenza il marchio sarebbe stato descrittivo (art.7, (1),(c) RMEU) perché inteso dal consumatore in relazione ai beni e servizi contraddistinti, e pertanto privo anche di capacità distintiva (art.7,(1),(b) RMEU), (§ 3).

Il richiedente ha sostenuto, invece, che non si trattava di un pittogramma e che non c’era alcun legame tra il software e i servizi relativi, da un lato, e quanto raffigurato nella domanda. Se teniamo presente cosa sia un pittogramma, come indicato sopra, francamente non gli si può dare torto, A parte la semplicità della rappresentazione contestata, non si capisce assolutamente quale sarebbe il segnale, il messaggio o l’avvertimento che comunica.

In tutta evidenza l’esaminatore si è appoggiato alle GUIDELINES, Part B, Chapter 3, 9, dell’EUIPO, che nega la registrabilità come marchio dei pittogrammito be interpreted as having purely informational or instructional value in relation to the goods or services concerned”. Se poi designano anche il tipo, la qualità o la destinazione dei prodotti/servizi, sono carenti – oltre che per mancanza di distintività – per descrittività.

La Commissione di ricorsi, invece, non ha affatto seguito l’impostazione dell’esaminatore. Ha riaffermato, innanzi tutto, che il segno, della cui registrabilità si doveva giudicare, non poteva sottrarsi all’applicazione dei normali criteri   interpretativi previsti per tutti i marchi. Pertanto, che si trattasse di un pittogramma o meno finiva per diventare irrilevante (§ 11). 

Rilevava che nessuno degli elementi puramente figurativi, singolarmente o nel loro insieme, inviava un messaggio chiaro e di immediata percezione nello stabilire il link che l’esaminatore pretendeva. I consumatori non erano in grado di effettuare i necessari passaggi mentali per identificarlo.

In conclusione, non vi erano motivi per negare che il segno non potesse funzionare come marchio e potesse quindi permettere ad un consumatore di media attenzione di riportare i prodotti e servizi ad una impresa piuttosto che ad un’altra.

In tal modo cogliendo la differenza tra la natura e funzione del marchio rispetto a quella del pittogramma.

Da tener presente per il futuro.

 

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