Angolo del professionista

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  • Farmaceutici e fitosanitari

Quando la limitazione della durata di un CCP può essere decisa dall'UIBM

14 luglio 2017

RICCARDO FRUSCALZO La Commissione dei Ricorsi dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM), con sentenza pubblicata il 27 giugno 2017, ha riconosciuto il diritto del titolare di domandare all'UIBM la riduzione della durata del suo Certificato Complementare di Protezione (CCP) a seguito di ricalcolo della durata basato su una domanda di autorizzazione alla immissione in commercio (AIC) di data anteriore rispetto a quella considerata ai fini della concessione iniziale.
  • Marchi registrati

L’uso di # che contengono marchi (proprietari o di terzi)

13 luglio 2017

MINA LANFRANCONI - GILBERTO CAVAGNA Negli ultimi anni si è assistito a un crescente uso nel commercio di hashtag che contengono marchi, proprietari o di terzi. L’hashtag costituisce, come noto, uno strumento per aggregare e indicizzare contenuti su Internet; in quanto tale, dal punto di vista distintivo il “cancelletto” è generalmente un elemento neutro e non costituisce un elemento idoneo a caratterizzare i termini che accompagna.
  • Diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica

Corte di Giustizia Europea: la piattaforma di condivisione di contenuti è responsabile delle violazioni dei suoi utenti

10 luglio 2017

ALESSANDRO LA ROSA Il 14 giugno c.a., la Corte di Giustizia UE, nella causa C-610/15, ha deciso una controversia tra la Stichting Brein, una fondazione che protegge gli interessi dei titolari del diritto d’autore e la Ziggo BV nonché la XS4ALL Internet BV, fornitori di accesso a Internet, relativamente ad alcune domande presentate dalla Stichting Brein e dirette a far ingiungere alle due società di bloccare i nomi di dominio e gli indirizzi IP della piattaforma di condivisione online «The Pirate Bay» (in prosieguo: la «piattaforma di condivisione online TPB»).
  • Marchi registrati

Corte di Giustizia: la tutela della denominazione sociale si estende all'attività commerciale effettivamente esercitata

6 luglio 2017

ELENA CANTELMI Con sentenza del 5 aprile 2017 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito, confermando in fase di impugnazione la precedente decisione del Tribunale dell’UE, che "una società, sulla base della protezione accordata alla denominazione sociale dalle norme sulla proprietà industriale, può opporsi alla registrazione di un marchio che leda tale diritto solo relativamente a quei prodotti o servizi ricompresi nell’attività effettivamente esercitata sotto tale nome alla data della domanda di registrazione del marchio contestato".
  • Diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica

Sentenza pirate bay e tutela del diritto d'autore: una vera rivoluzione per chi ospita contenuti di terzi sul proprio sito web

5 luglio 2017

VALERIA FABBRI Si tratta senza dubbio della sentenza più “calda” dell’estate 2017 in tema di diritto d’autore e siti web: faccia attenzione chi mette a disposizione di terzi spazio on line per il caricamento di contenuti, oggi dire che i contenuti non sono propri e/o che non se ne poteva controllare la liceità non salva più.
  • Commercio elettronico

Contraffazione di marchi nei mercati online: il coinvolgimento dell’hosting provider

4 luglio 2017

ALESSANDRO LA ROSA Rolex Italia s.p.a. -distributrice in Italia in via esclusiva degli omonimi orologi e cronografi prodotti dalla celebre casa di orologeria Rolex SA- ha richiesto ed ottenuto misure inibitorie ante causam (assistite da penale) per violazione dei diritti di privativa (diversi marchi, per esempio “Rolex”) nei confronti di I.T.M. Sagl Trgovina D.O.O.-società slovena- Innovative Technologie & Materials Sagl in Liquidazione –società svizzera, consorella della prima- ed Aruba s.p.a.-in qualità di hosting provider.
  • Diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica

La (ri)trasmissione online dei programmi televisivi, finché i giudici inglesi dialogano con la Corte di giustizia

3 luglio 2017

VITTORIA BOCCHETTI Con sentenza del 1° marzo 2017 (causa C-275/15) la Corte di giustizia dell’Unione europea (d’ora in avanti la Corte di giustizia o, più semplicemente, la Corte) si è pronunciata in relazione a un rinvio pregiudiziale sottoposto alla sua attenzione dalla Court of Appeal inglese [1] nell’ambito di un giudizio che, a più riprese, ha visto come parti la ITV Broadcasting e la TVCatch-up.
  • Marchi registrati

Competenza del giudice nelle controversie sul marchio UE: la nozione di “stabile organizzazione” al vaglio della Corte di Giustizia

26 giugno 2017

GIACOMO LUSARDI Ai fini della competenza giurisdizionale nelle controversie in materia di marchio europeo, una società giuridicamente indipendente e indirettamente controllata da una capogruppo extra-UE costituisce “stabile organizzazione” di quest’ultima se è presente in forma reale e stabile nello Stato membro in cui si trova e se si presenta verso l’esterno come un’estensione della capogruppo.
  • Brevetti per invenzione

Sistema dei brevetti prossimo alla “pensione”?

21 giugno 2017

DAVIDE ANSELMI Recentemente in rete sono circolate notizie in cui si paventa il fatto che il sistema brevettuale potrebbe essere superato da un sistema fondato sulla Blockchain. Quest’ultimo è un database distribuito che sfrutta la tecnologia peer-to-peer e originariamente nato per registrare le transazioni fatte in Bitcoin, ma che ora si sta espandendo in molti altri settori.
  • Brevetti per invenzione

Chirurgia estetica brevettuale. I limiti del "ritocchino" in Tribunale

15 giugno 2017

GIOVANNI CASADEI La possibilità di riformulare le rivendicazioni di un brevetto non sempre consente di ovviare ad una formulazione iniziale impropria o non sufficientemente ponderata. Una recente sentenza del tribunale di Milano, n. 885/2017 pubbl. il 24/01/2017, ha nuovamente precisato i limiti che devono essere posti al diritto di riformulare le rivendicazioni nel corso di un giudizio di nullità, nonché la portata della tutela riconoscibile ad un brevetto la cui validità sia stata ottenuta a seguito di numerose limitazioni.
  • Nomi a dominio

Nuove risorse per il recupero crediti: la pignorabilità dei nomi a dominio

1 giugno 2017

REGINA CASOLARI In tempi di crisi il recupero crediti si fa sempre più difficile e i professionisti devono saper indirizzare i propri clienti verso nuove strategie per poter vedere le proprie pretese soddisfatte: oramai i debitori sono ogni giorno più abili a sfuggire alle misure coercitive imposte dal legislatore e le risorse “attaccabili” sempre meno.
  • Diritti d'autore - Opere radiodiffuse

Ritrasmissione di segnali radiotelevisivi negli alberghi: la Corte di Giustizia (C-641/15) interviene sul diritto connesso in favore degli organismi di radiodiffusione

30 maggio 2017

ANTONELLA SERGI L’Handelsgreicht Wien, il Tribunale Commerciale di Vienna, si è appellato alla Corte di Giustizia dell’Unione europea sull’interpretazione dell’art. 8 della Direttiva 2006/115, in un caso di accertamento dei diritti connessi in favore degli organismi di radiodiffusione (Causa C-641/15).
  • Diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica

La Corte di Giustizia ricostruisce la nozione di comunicazione al pubblico e di diritto di riproduzione nel caso C-527/15 sui dispositivi elettronici che incorporano collegamenti ipertestuali

26 maggio 2017

FRANCESCO MASTROIANNI Con la sentenza C-527/15 la Corte di Giustizia dell’UE ha ricostruito la nozione di comunicazione al pubblico e di diritto di riproduzione, ampliando la sua portata e confermando la sua applicazione alla vendita di dispositivi che consentono l’accesso a contenuti non autorizzati.
  • Marchi registrati

Usare come ditta un termine simile al marchio di un’altra impresa significa poterlo usare anche come marchio?

22 maggio 2017

ANNALISA SPEDICATO La Cassazione (Cass. n. 9968/2017) si è recentemente espressa in un caso di confondibilità tra due marchi, in cui una Srl chiedeva che venisse annullata la decisione dei giudici di merito e convalidato il suo marchio, ritenendo che tale marchio non violasse alcun diritto di privativa della SpA che l’aveva citata in giudizio per contraffazione e concorrenza sleale.
  • Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

Luce e architettura: le possibili forme di tutela IP

19 maggio 2017

CESARE GALLI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto "marchio di certificazione". Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il "marchio collettivo", il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il "marchio di certificazione" potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il "marchio di certificazione" non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf Il rapporto tra illuminazione e architettura è da sempre fondamentale, ma mai come nel nostro tempo è diventato decisivo per la qualità architettonica e per la stessa urbanistica: le luci non sono solo un elemento che si inserisce negli edifici, ma diventano spesso una componente essenziale del progetto.
  • Diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica

Siti web aziendali e copyright: alcune indicazioni su cosa e come pubblicare in sicurezza alla luce della recente sentenza C-527/15 della Corte di Giustizia UE

17 maggio 2017

VALERIA FABBRI Attività imprenditoriale e sito web sono ormai un sinonimo: ogni azienda o professionista che voglia far conoscere i propri prodotti o servizi deve essere on line. Per questo è importante non sottovalutare come e cosa si pubblica sul proprio sito: richiamare “innocentemente” contenuti di terzi, anche senza l’intento di violare alcuna norma, può far scattare subito la violazione del diritto d’autore altrui.
  • Diritti d'autore - Opere delle arti figurative e dell'architettura

Un racconto di statue e cammelli: articoli prodotti in serie ammissibili alla protezione per diritto d’autore

15 maggio 2017

DOROTEA RIGAMONTI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto "marchio di certificazione". Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il "marchio collettivo", il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il "marchio di certificazione" potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il "marchio di certificazione" non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf Il 23 marzo 2017, la Corte di Cassazione, la più alta corte italiana, ha accolto un ricorso presentato dalla società italiana Thun Spa contro un giudizio del 2012 della Corte d'Appello di Venezia che aveva rilevato la non idoneità delle statue di ceramica di Thun alla tutela del diritto d'autore.
  • Brevetti per invenzione

Il problema dell’enforcement dei brevetti non standard essential: Sequestrati in Italia alcuni modelli di smartphone e tablet Samsung

11 maggio 2017

ALESSIA VINAZZANI Dopo l’infinita guerra sui brevetti contro il colosso statunitense Apple, questa volta Samsung si trova ad affrontare le accuse di un’azienda italiana, la Edico S.r.l., un’azienda, parte del gruppo Sisvel, che opera nel campo dell’innovazione tecnologica e dell’elettronica di consumo (ad esempio dvd players, digital video recorder e set-top-boxes).
  • Diritti d'autore - Opere cinematografiche, audiovisive e radiodiffuse

La nuova legge sul cinema introduce regole speciali per i diritti di proprietà intellettuale sulle "Opere Agevolate"

11 maggio 2017

CESARE GALLI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto "marchio di certificazione". Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il "marchio collettivo", il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il "marchio di certificazione" potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il "marchio di certificazione" non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf Il riordino delle misure a favore del cinema e dell’audiovisivo operato dalla legge 14 novembre 2016, n. 220 ha interessato anche i diritti di proprietà intellettuale, introducendo una serie di regole speciali per le opere che beneficeranno dei vari incentivi governativi, che la legge mira a riordinare: questo regime speciale, che sta in bilico tra una nuova forma di utilizzazione libera "speciale" e una sorta di corrispettivo delle agevolazioni concesse, è anzi una delle principali innovazioni introdotte dal legislatore.
  • Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

Corte di Giustizia: ampiezza del ricorso alle informazioni sull’origine e sulle reti di distribuzione di merci/servizi suscettibili di costituire violazione di un diritto di proprietà intellettuale

4 maggio 2017

ALESSIA DI MAURO Con la sentenza del 18 gennaio 2017 (C-427/15) la Corte di Giustizia si è pronunciata in via pregiudiziale sulla domanda proposta dai giudici della Suprema Corte della Repubblica Ceca, relativa all’interpretazione dell’art. 8, paragrafo 1, della direttiva 2004/08/CE [1], riguardante (l’ampiezza del) diritto d’informazione nell’ambito della tutela della proprietà intellettuale.