7 giugno 2019

Il Tribunale Generale sulle varietà vegetali

La varietà delle mele denominata Pinova, è tutelata in Germania con un titolo di protezione delle varietà vegetale, sulla base della quale è stata richiesta la registrazione comunitaria presso l'OCVV (Office communautaire des variétés végétales) in virtù del Regolamento CE n. 2100/94.

La mela è una varietà creata dall'incrocio tra due mele golden deliciious e clivia, assai nota anche in Italia:

La registrazione era stata concessa a una società tedesca di Dresda, cui era pervenuta attraverso una serie di passaggi nel tempo ed è stata impugnata per nullità per difetto di novità nel 2014 da una conncorrente, la Kiku GmbH che pretendeva di aver commercializzata la mela dal 1988. La Commissione dei ricorsi dell'OCVV ha però rigettato la domanda per carenza di prova. Da qui, l'appello al Tribunale Generale (T- 765/17, 11/04/2019, KIKU).

Il ricorso si articola su tre motivi: l'insufficiente motivazione, la mancata istruzione da parte dell'Ufficio e l'erronea valutazione del carattere della novità. Quanto al primo, Il Tribunale non riscontra alcun difetto di legalità, facenda applicazione del tutto piana dei generali principi di governo sull'obbligo della motivazione previsti  dall'art. 296 TFUE e trasferibiili all'OCVV.

Gli altri due motivi, viceversa, presentano degli aspetti peculiari, strettamente connessi alla spefica normativa sulle novità vegetali. 

L'OCVV, infatti, quando riceve una domanda di brevetto comunitario per ritrovati vegetali, effettua, da un lato, un esame di merito, previsto dall'articolo 54 del regolamento n. 2100/94, durante il quale esamina, in particolare, se si tratti di una nuova varietà ai sensi dell'articolo 10 di detto regolamento e, in secondo luogo, di un esame tecnico di cui all'articolo 55 di tale regolamento, che è volto a garantire che il controllo del rispetto delle condizioni di distinzione, omogeneità e stabilità di cui agli articoli da 7 a 9 dello stesso regolamento sia effettuato in almeno uno degli Stati membri dall'organo o dagli organismi competenti (uffici degli esami). Inoltre, una varietà si considera nuova qualora alla data della presentazione della domanda  i costituenti varietali o un materiale del raccolto della varietà non sono stati venduti o altrimenti ceduti a terzi dal costitutore o con il suo consenso.

LOCVV procede dunque d'ufficio, ma in realtà spetta al richiedente dimostrare  che rispetto ai fatti e alle prove relative all'esame tecnico e di fondo ha messo l'Ufficio di esercitare i controlli necessari (§35). La materia è estremamente complessa, risultando da conoscenze scientifiche della botanica e della genetica, ma il legislatore ne è consapevole, per cui il controllo dell'Ufficio non può andare oltre l'errore manfesto (§ 37) (nel caso in esame, tuttavia, l'Ufficio ha potuto procedere all'esame completo dei fatti, senza particolari implicaziioni scentifiche).

Alla luce delle considerazioni esposte, il Tribunale ha proceduto ad un esame attento e dettagliato delle prove addotte dal richiedente (alla cui lettura rinvio) per concludere che non erano state fornite prove sufficienti a valutare positivamente i requisiti costitutivi normativamente previsti, né erano stati rscontrati errori rilevanti nel loro apprezzamento nella pronuncia ricorsa.

Dalla sentenza in commento e dalla giurisprudenza in tema possono trarsi alcune direttrici operative per il giurista:

  • la struttura giurisdizionale dell'OCVV è del tutto analoga a quella dell'EUIPO o EPO: domanda, esame, cotrollo delle Commissioni di ricorso, Tribunale Generale /Corte di Giustizia;
  • gli elementi costitutivi delle varietà vegetali, in ragione delle loro particolarità, richiedono nella fase istruttoria una gestione del file particolarmente complessa, spesso assisitita da supporto tecnico;
  •  l'onere probatorio, attivo e passivo, può risultare molto oneroso.

Ciò detto, dato che il brevetto originario tedesco non è stato messo in discussione nella sentenza, la situazione sul mercato non risulta, almeno a me, affatto chiara . Forse qualcuno vorrà charirmela.

 

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