La Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi in ordine ad un caso relativo alla compravendita di un immobile alberghiero, che ha goduto nel tempo di rinomanza, in riferimento al quale è stato usato per decenni il marchio di fatto «Hotel Britannique». La questione controversa sottoposta all'attenzione della Corte riguarda la definizione del contenuto dell'atto di cessione immobiliare: la società cessionaria ritiene che il contratto di compravendita ricomprenda implicitamente anche il marchio di fatto preusato, dalla stessa prontamente registrato come marchio nazionale a seguito dell'acquisto dell'immobile, mentre la società cedente esclude che l'atto di trasferimento includa i diritti sul segno, rivendicandone la titolarità esclusiva e la legittima aspettativa alla registrazione del segno medesimo.








