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  • Brevetti per invenzione

La Corte di Cassazione sulla brevettabilità degli intermedi chimici e sulla contraffazione per equivalenti: come perdere un’altra occasione per farla giusta

11 gennaio 2017

DANIELA AMPOLLINI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto “marchio di certificazione”. Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il “marchio collettivo”, il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il “marchio di certificazione” potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il “marchio di certificazione” non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf La Corte di Cassazione, con sentenza n. 24658/2016 del 2 dicembre 2016 ha posto fine al contenzioso, che si protraeva ormai da diverso tempo, fra la multinazionale Bayer e la società italiana Industriale Chimica riguardante la produzione del drospirenone. La decisione affronta sia la questione della brevettabilità degli intermedi che quella della contraffazione per equivalenti, ed in merito ad entrambe le suddette questioni, spiace dirlo, si presta a critiche.
  • Marchi collettivi e di certificazione

Ai blocchi di partenza il marchio di certificazione

9 gennaio 2017

CLAUDIO BALBONI Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto “marchio di certificazione”. Si tratta di un marchio che potrà registrare ogni soggetto che si prefigga come scopo quello di certificare prodotti o servizi. Si deve tuttavia trattare di un soggetto che non commercializzi direttamente gli stessi, ma si limiti ad appurare che il marchio sia apposto solamente su prodotti o servizi che soddisfino certi standard dettati, a seconda dei casi, dal materiale, dal procedimento di fabbricazione, dalla qualità, dalla precisione o da altre caratteristiche. Le qualità che il marchio di certificazione deve garantire devono essere esplicitate nel regolamento d’uso, che dovrà accompagnare la domanda di registrazione. Per coordinare questa nuova tipologia di marchio con il “marchio collettivo”, il legislatore europeo ha previsto che, tra le caratteristiche che il “marchio di certificazione” potrà garantire, non vi è la provenienza geografica del prodotto o servizio. È previsto inoltre che, non solo il depositante deve essere un soggetto che non commerci direttamente i prodotti o servizi contraddistinti, ma che tale caratteristica debba averla ogni eventuale successivo soggetto che volesse divenire titolare del marchio stesso a seguito di trasferimento. In ragione del fatto che non è detto che tutte le legislazioni nazionali europee contemplino un istituto simile (per esempio, ad oggi, il “marchio di certificazione” non è previsto nella legislazione nazionale italiana), il regolamento prevede che la trasformazione di un marchio di certificazione, non potrà avvenire in quegli Stati europei che, tra le loro norme, non prevedono una figura equivalente. L’intento del legislatore europeo è evidente: creare un marchio che possa essere atto a valorizzare caratteristiche di un prodotto o servizio che non derivino necessariamente dall’ubicazione geografica. Potrebbe essere il caso di prodotti realizzati con un materiale peculiare o sviluppati con un particolare procedimento o con specifica precisione. Per la valorizzazione di queste il legislatore stesso ha pensato ad un ente che si ponga al di sopra delle persone, fisiche o giuridiche, che possono concretamente utilizzare il marchio stesso, affinché costui svolga una suprema funzione di garanzia delle qualità promesse. - See more at: http://www.bugnion.it/marchi_det.php?m=Contributi&id=558&session_menu=Marchi,%20disegni%20e%20modelli#sthash.L8Ku5wB4.dpuf Tra un anno si aggiungerà ai marchi europei già esistenti una nuova tipologia di marchio. Infatti, tra le nuove norme introdotte con il regolamento comunitario lo scorso marzo, ve ne è una, che entrerà in vigore tra poco meno di un anno (1 ottobre 2017), che prevede il così detto “marchio di certificazione”.
  • Diritti d'autore e diritti connessi - Aspetti generali

Plagio di uno spettacolo circense: il caso Circo de Los Horrores vs. Circo degli Orrori: infierno

23 dicembre 2016

FABIO GHIRETTI Con due ordinanze in data 21 gennaio 2016 e, in sede di reclamo, in data 6 giugno 2016, emesse all’esito di un lungo procedimento cautelare, la Sezione Specializzata del Tribunale di Roma ha ritenuto che lo spettacolo “Circo degli Orrori: Infierno” costituisca un plagio del più noto “Circo de Los Horrores”, inibendone ogni ulteriore rappresentazione.
  • Brevetti per invenzione

Apple contro Samsung: la guerra sui brevetti continua

22 dicembre 2016

ALESSIA VINAZZANI La Guerra sui brevetti tra i due colossi americani del settore tecnologico, Apple e Samsung, va avanti ormai da anni tra sorprese e colpi di scena. Apple e Samsung hanno deciso di porre termine ai contenziosi aperti al di fuori dei confini statunitensi, dove invece sono ancora in corso alcuni procedimenti.
  • Marchi registrati

C’è differenza tra capacità distintiva acquisita con l’uso e mera rinomanza di un marchio debole?

19 dicembre 2016

ANNALISA SPEDICATO Nella sua pronuncia del 7 dicembre scorso (n. 25168/2016), la Cassazione afferma che non sempre il secondary meaning elimina il carattere di debolezza di un marchio debole, che pur avendo acquisito un certo carattere distintivo rimane tale, pertanto è legittima la registrazione di marchi che si differenziano dallo stesso anche solo lievemente.
  • Diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica

La vendita di lettori multimediali che consentono l'hyperlinking a contenuti protetti è "comunicazione al pubblico"

16 dicembre 2016

ELISABETTA MINA Lo scorso 8 dicembre 2016, l'Avvocato Generale Manuel Campos Sánchez-Bordona ha rassegnato le sue conclusioni nel procedimento C-527/15 (Stichting Brein v Jack Frederik Wullems) promosso dalla Rechtbank Midden-Nederland (Corte Distrettuale Olandese) avanti la Corte di Giustizia Europea.
  • Farmaceutici e fitosanitari

Quali informazioni del dossier di prezzo e rimborso di un prodotto medicinale sono suscettibili di comunicazione a terzi

12 dicembre 2016

RICCARDO FRUSCALZO Con decisione del 25 novembre 2016 il Tribunale Amministrativo (TAR) del Lazio ha esaminato quali informazioni, tra quelle contenute nel fascicolo di prezzo e rimborso di un prodotto medicinale, possono essere conosciute da un’azienda concorrente e quali invece devono ritenersi non accessibili perché coperte da vincolo di confidenzialità.
  • Marchi registrati

La doppia identità di OSCAR: marchio e nome comune

6 dicembre 2016

GIANPIERO COCCIA La Corte di Cassazione ha recentemente confermato la validità del marchio “OSCAR” con riferimento al settore dell'industria cinematografica, attribuendo di conseguenza al titolare, l'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences (AMPAS), pieni diritti al suo utilizzo esclusivo. Per altro verso la Suprema Corte ha dichiarato il marchio “OSCAR” decaduto per volgarizzazione in relazione a servizi di diversa natura, nella fattispecie i servizi relativi all'istruzione ed allo spettacolo nella classe 41 della Classificazione di Nizza.
  • Marchi registrati

Il Marchio “CHIARA FERRAGNI” rigettato dall’EUIPO, ma anche l'EUIPO può sbagliare

17 novembre 2016

VALENTINA GAZZARRI Supponiamo di essere la fashion blogger più pagata al mondo, l’unica italiana inserita nella lista di Forbes degli “under 30 Europe” più influenti a livello internazionale; supponiamo anche di aver fatto del proprio nome un marchio dal valore inestimabile (nel solo 2014, la ragazza ha fatturato 8 milioni di dollari. Fonte Corriere della Sera 28.09.2015 edizione online): qual è la sensazione, secondo voi, nel vedersi rigettare la domanda di registrazione del proprio marchio patronimico per l’Unione Europea e, per giunta, per i prodotti di punta della propria collezione? Non delle migliori, c’è da scommetterci.
  • Marchi registrati

Principio di unitarietà del marchio UE e portata territoriale del divieto di prosecuzione degli atti in contraffazione

14 novembre 2016

ILARIA GARGIULO La Corte di Giustizia UE, in data 22 settembre 2016, si è pronunciata su una questione pregiudiziale concernente il rapporto tra il carattere unitario del marchio dell’Unione Europea e la portata territoriale dell’inibitoria e delle altre sanzioni contro la contraffazione del marchio, nel caso in cui questa venga accertata solo in una parte del territorio dell’Unione.
  • Marchi registrati

Unione europea e Italia allineate in materia di protezione dei marchi rinomati

11 novembre 2016

VINCENZO MELILLI - ALESSANDRO MANNINI Le legislazioni e i tribunali dell'UE stanno prestando maggiore attenzione allo sfruttamento dell'avviamento associato ai marchi d'impresa famosi e rinomati da parte di terzi, soprattutto in ragione dell'aumento dei tentativi di beneficiarne a titolo gratuito. Questo tema è oggetto di particolare preoccupazione in Italia, patria di alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo nel campo della moda e del design.
  • Diritti connessi al diritto d'autore

Abuso di posizione dominante nel settore della gestione dei diritti connessi al diritto d’autore: L’AGCM pubblica gli impegni di NUOVOIMAIE per sottoporli al market test

8 novembre 2016

JACOPO PELUCCHI Il 12 ottobre 2016, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha pubblicato gli impegni presentati dal NUOVOIMAIE in relazione all’istruttoria avviata dalla stessa AGCM in data 13 aprile 2016. Secondo l’AGCM, NUOVOIMAIE, società operante nel settore della gestione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore in favore degli artisti, interpreti ed esecutori (AIE), avrebbe posto in essere una serie di condotte abusive in violazione dell’articolo 102 del TFUE.
  • Diritti d'autore - Opere cinematografiche, audiovisive e radiodiffuse

Il Tribunale di Roma stabilisce che le eccezioni previste dal diritto d’autore per i servizi di cronaca e di critica non si applicano ai programmi di intrattenimento televisivo

28 ottobre 2016

ELEONORA ROSATI - University of Southampton Law School Le eccezioni previste dalla legge italiana sul diritto d’autore, per i servizi di cronaca e di critica (rispettivamente, gli artt. 65 e 70 della legge italiana sul diritto d’autore), possono trovare applicazione al fine di riprodurre e rendere disponibili sui siti web di quotidiani gli estratti di programmi televisivi che sono di mero intrattenimento (es Il Grande Fratello)? Secondo il Tribunale di Roma la risposta è …. NO.
  • Brevetti per invenzione

Tribunale di Milano: no alla limitazione delle rivendicazioni dopo l'udienza di precisazione delle conclusioni

25 ottobre 2016

RICCARDO FRUSCALZO Con sentenza del 20 ottobre 2016, il Tribunale di Milano ha rigettato la richiesta di limitazione delle rivendicazioni formulata dal titolare del brevetto solo dopo l'udienza di precisazione delle conclusioni, all'esito del giudizio di opposizione EPO, che aveva mantenuto il brevetto ma con rivendicazioni modificate. Il titolare aveva osservato che la necessità della limitazione nel giudizio italiano era intervenuta solo in seguito alla decisione di opposizione, depositata in data successiva all'udienza di precisazione delle conclusioni.
  • Brevetti per invenzione

Introduzione al brevetto europeo con effetto unitario

24 ottobre 2016

MASSIMO BARBIERI Il brevetto europeo con effetto unitario è un titolo di proprietà industriale istituito nel dicembre 2012 da due Regolamenti Europei (1257/2012 e 1260/2012) e che entrerà in vigore solo quando almeno 13 Stati membri dell’Unione Europea (tra cui i tre Paesi dove si depositano più brevetti europei, ovvero Germania, Francia e Gran Bretagna) ratificheranno l’Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti (16351/12). La Gran Bretagna, vista la decisione di uscire dall’Unione Europea, potrebbe essere sostituita dall’Italia (o dall’Olanda).
  • Diritti d'autore - Opere cinematografiche, audiovisive e radiodiffuse

E’ necessario il consenso del titolare per la pubblicazione di un video di intrattenimento su un giornale online

22 ottobre 2016

MARCO BELLEZZA Lo scorso 5 ottobre la nona sezione civile – Tribunale delle imprese di Roma ha emesso un’interessante decisione nella controversia che ha visto confrontarsi Reti Televisive Italiane (“RTI”) e il Gruppo Editoriale L’Espresso (“Espresso”) in qualità di editore della versione online del quotidiano “La Repubblica” (“Repubblica”). La decisione interviene su una prassi piuttosto diffusa sui portali di informazione online consistente nell’inclusione, molto spesso all’interno di una sezione dedicata del sito, di video tratti da trasmissioni televisive, talvolta, senza l’autorizzazione delle emittenti o comunque degli aventi diritto sui contenuti pubblicati.
  • Diritti d'autore e diritti connessi - Aspetti generali

Equo compenso: per la Corte di Giustizia UE è invalido il prelievo forzato sui prodotti acquistati ed utilizzati per scopi professionali

18 ottobre 2016

ROBERTO CAMILLI, FABIAN NIEMANN, BENOIT VAN ASBROECK Il 22 settembre 2016, la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza riguardante la normativa italiana sull'equo compenso per la copia privata trattenuto sull'acquisto di supporti e memorie informatiche, stabilendo la illiceità di tale compenso laddove applicata ai prodotti e supporti acquistati per uso professionale (ECLI:EU: C:2016:717).
  • Diritti di proprietà industriale - Aspetti generali

#Cancell(ett)i chiusi alle Olimpiadi. Il Comitato Olimpico USA intima ai non-sponsor di non utilizzare #Rio2016

7 ottobre 2016

GILBERTO CAVAGNA Durante le recenti Olimpiadi in Brasile il Comitato olimpico degli Stati Uniti (USOC, United States Olympic Committee), titolare in USA del marchio “Rio2016”, così come di numerosi altri marchi legati ai giochi olimpici (tra cui “Go for the gold”, “Paralympic” e “Team Usa”), ha intimato ad alcune società che avevano utilizzato senza autorizzazione l’hashtag Rio2016 sui propri social network aziendali (ad es. Facebook, Twitter, Instagram, ecc.) di interromperne immediatamente l’uso.
  • Diritti d'autore - Banche dati

Facebook condannata per aver copiato un'applicazione "nativa"

29 settembre 2016

GILBERTO CAVAGNA Con sentenza del 1 agosto 2016 il Tribunale di Milano, Sezione specializzata in materia d’impresa, ha accertato la responsabilità di Facebook (sia la società italiana Facebook S.r.l. che quelle straniere Facebook Inc e Facebook Ireland Ltd) per violazione di diritti d’autore su una applicazione di Business Competence S.r.l. e atto di concorrenza sleale ex art. 2598 n. 3 ai danni di quest’ultima.