La Corte Cassazione ha confermato la sentenza d’appello che aveva condannato il legale rappresentante di una società per avere fatto uso di etichette ed altri segni su capi d'abbigliamento idonei ad ingenerare nel consumatore la convinzione che il prodotto fosse stato interamente realizzato in Italia invece che in Bulgaria, come invece indicato nella documentazione commerciale doganale.








